Spada giapponese, la katana

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Katana, la spada giapponese dei samurai © Parent Géry

Katana, la spada giapponese dei samurai © Parent Géry

Spirito d’acciaio sguainato, la katana è lama di luce che fende l’aria. Impugnata con due mani, l’antica spada giapponese dei samurai volteggia leggera sino a quando colpisce il nemico e gli attraversa l’anima.

Costruita ancora oggi secondo tradizione tramandata, quest’arma è gioiello di fine eleganza ed elevata capacità mortale. I primi esemplari risalgono alla metà del periodo Muromachi (1392-1573), e seguono la foggia modificata di quelli importati dalla Cina nel V secolo.

La spada giapponese viene riadattata per essere utilizzata dalla fanteria anziché dalla cavalleria: rispetto a prima la sua lama, rivolta verso l’alto, si fa più corta (60 cm.) con una curvatura meno pronunciata. Di solito è affiancata dal wakizashi, una seconda arma più piccola.

Quando il Giappone viene unificato sotto la dinastia dei Tokugawa alla fine del periodo Muromachi e le guerre cessano, il katana cambia ruolo e diventa più arma simbolica o da duello.

Le Cinque scuole (Yamashiro, Yamato, Bizen, Soshu Mino) nate nel periodo Kamakura (1181-1330) che avevano realizzato i primi esemplari della spada giapponese scompaiono una a una.

Solo nel 1804 qualche artigiano cerca, senza riuscirci appieno, di realizzare nuove armi riscoprendo i segreti della vecchia tradizione. Ma il Shinshinto, il “nuovo periodo della nuova spada” finisce nel 1876 con l’editto che vieta di portarle in pubblico.

Le uniche armi a poter essere prodotte da quel momento in poi sono le gendaito, modelli dalla forma occidentale, forgiate per gli ufficiali dell’esercito: nati da metodi semi-industriali non sono paragonabili alla spada giapponese dei samurai.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, artigiani moderni tentano di realizzare il katana secondo le antiche tradizioni: dai loro laboratori escono così le shinsakuto, esemplari molto costosi ma molto apprezzati dai collezionisti.

Sempre meno numerosi, i forgiatori di oggi cercano in tutto e per tutto di seguire i dettami di quelli di ieri: secondo la tradizione i primi furono i monaci buddhisti Tendai o i monaci di montagna guerrieri noti col nome di yamabushi.

Gli uomini che costruirono questo genere di spada giapponese erano sì alchimisti ma anche poeti e letterati. Combattenti invincibili, avevano grandi conoscenze: per loro realizzare una lama era sia arte sia pratica ascetica.

Per questo il katana non è solo un’arma ma spirito forgiato nell’acciaio: ogni volta che viene sguainato, la sua energia è forza unita a quella del samurai che fende l’aria per colpire il nemico e attraversargli l’anima.

Per approfondire:
Wikipedia

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