Santuario di Nagasaki, il Sannō Jinja

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Alberi del Santuario di Nagasaki, il Sannō Jinja

Alberi del Santuario di Nagasaki, il Sannō Jinja

La colonna in pietra è ancora lì, orfana della sua gemella. È rimasta la sola a delimitare l’entrata del Sannō Jinja – il santuario di Nagasaki colpito dalla bomba atomica sganciata sul Giappone il 9 agosto 1945.

La struttura si trova infatti a solo 800 metri dall’ipocentro della deflagrazione che sventrò la città nipponica e cambiò l’esito della seconda guerra mondiale nel Pacifico. Adesso è un memento per non dimenticare l’orrore.

Colonna Santuario di Nagasaki, il Sanno Jinja

Colonna Santuario di Nagasaki, il Sanno Jinja

Ancora oggi è difficile immaginare come la colonna di questo santuario di Nagasaki sia potuta rimanere in piedi. Tanto più che la forza dell’esplosione l’ha fatta ruotare di circa trenta gradi sulla sua base.

Eppure il destino ha voluto che parte della torii sopravvivesse – si tratta di una speciale porta che delimita l’ingresso nei tempi shintoisti in Giappone. Simbolicamente segna la transizione tra il sacro e il profano.

Pure gli alberi intorno a questo santuario di Nagasaki sono diventati un simbolo, dimostrazione vivente di distruzione e ricrescita. Due di loro, in canfora, sono stati bruciati e spogliati di tutte le foglie dall’onda d’urto della bomba.

Eppure, nonostante la violenza di cui sono stati vittime, insieme alla popolazione e alle strutture, sono riusciti a sopravvivere. Il 15 febbraio 1969 un albero è stato designato monumento naturale.

Oggi il il Sannō Jinja, oltre all’aspetto religioso che continua a rappresentare per i credenti del luogo, è diventato un simbolo di quel giorno ormai lontano nella storia. Un simbolo a futura memoria che questo santuario di Nagasaki continua a rappresentare per i giapponesi e l’umanità tutta.

Per approfondire:
Wikipedia

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