Edo, l’antica Tokyo

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Edo, antica Tokyo © Felice Beato

Edo, antica Tokyo © Felice Beato

Piccolo villaggio costiero del Giappone, nei secoli Edo ha cambiato nome e aspetto: oggi è Tokyo, instancabile e frenetica capitale del Sol Levante – una delle città più grandi e popolate di tutto il mondo.

Le prime tracce dell’antico agglomerato, fatto di case umili e poca gente soltanto, risale al 1180: è in quel tempo lontano che si iniziò a parlare del paesino il cui significato è “entrata nella baia o nell’estuario”.

Il villaggio rimase tale sino al 1457, quando il signore feudale Ota Dokan, daimyo in giapponese, lo trasformò in cittadella fortificata e fece innalzare il castello di Edo per il clan Uesugi, la famiglia della vecchia provincia di Musashi.

Dopo la loro sconfitta nel 1590, il neo centro militare abitato da samurai e dalle loro famiglie, passò a Tokugawa Ieyasu (1543-1616). Nel 1603 fu nominato shogun – signore della guerra in giapponese – dall’imperatore Go-Yozei.

Da quell’anno sino al 1868, epoca conosciuta come Periodo Edo, la cittadella militare divenne la più grande del paese orientale superando Kyoto, l’antica capitale. Ciò fu possibile a seguito di una tradizione divenuta legge.

Nel 1625, con l’introduzione del Sankin-kōtai, i daimyo di tutto il Giappone furono obbligati a costruire un’abitazione in città: e mentre loro potevano tornare a vivere nei propri possedimenti ad anni alterni, i familiari dovevano soggiornare qui sempre.

Da allora, con l’aumentare dei nobili, aumentarono anche il codazzo di burocrati, gli artigiani e i contadini. Tanto che la popolazione di Edo crebbe a dismisura, sin quasi a scoppiare.

Per far fronte a una tale fiumana di gente vennero realizzati nuovi quartieri. Le case, costruite in legno, Bruciavano spesso: così fu istituito un corpo di vigili del fuoco composto da cittadini.

I neo pompieri non riuscirono però a impedire il grande incendio di Meireki che distrusse Edo nel 1657. Ricostruita secondo moderni standard di sicurezza per il periodo, il grande agglomerato divenne il centro del Giappone, influenzandolo sempre più.

Nel gennaio del 1868, l’ultimo shogun della dinastia Tokugawa si arrese alle truppe dell’autoproclamato sovrano Meiji. Dopo qualche mese, anche la città cadde. Il 3 settembre del 1868 cambiò nome in Tokyo, capitale orientale in giapponese.

Con tutta la sua corte, Meiji si trasferì da Kyoto al castello di Edo: che divenne il palazzo imperiale. Il Giappone degli shogun, dei samurai, delle antiche tradizioni era finito. D’ora in poi, il Sol Levante avrebbe fatto della modernità disumana ed esasperante il suo credo.

Per approfondire:
Wikipedia

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